STATUTO

BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DELLE PREALPI S.C.

TITOLO I

COSTITUZIONE – DENOMINAZIONE E SCOPO MUTUALISTICO – APPARTENENZA AL

GRUPPO BANCARIO COOPERATIVO ED ASSOGGETTAMENTO ALLA DIREZIONE E

COORDINAMENTO DELLA CAPOGRUPPO - PRINCÌPI ISPIRATORI– SEDE –

COMPETENZA TERRITORIALE - DURATA

Articolo 1. – Denominazione. Scopo mutualistico

1.1. É costituita una società cooperativa per azioni denominata "Banca di Credito Cooperativo delle

Prealpi - Società cooperativa" (di seguito definita anche la “Società”).

La Banca di Credito Cooperativo delle Prealpi è una società cooperativa a mutualità prevalente.

Articolo 2. – Princìpi ispiratori

2.1. Nell’esercizio della sua attività, la Società si ispira ai princìpi dell’insegnamento sociale cristiano e ai

princìpi cooperativi della mutualità senza fini di speculazione privata.

Essa ha lo scopo di favorire i soci cooperatori (i “Soci Cooperatori” e, singolarmente il “Socio

Cooperatore”; congiuntamente ai Soci Finanziatori, come definiti all’articolo 24.3, i “Soci” e,

singolarmente, il “Socio”), e gli appartenenti alle comunità locali nelle operazioni e nei servizi di banca,

perseguendo il miglioramento delle condizioni morali, culturali ed economiche degli stessi e

promuovendo lo sviluppo della cooperazione e l’educazione al risparmio e alla previdenza nonché la

coesione sociale e la crescita responsabile e sostenibile del territorio nel quale opera.

2.2. La Società si distingue per il proprio orientamento sociale e per la scelta di costruire il bene comune.

È altresì impegnata ad agire in coerenza con la Carta dei Valori del Credito Cooperativo e a rendere

effettive forme adeguate di democrazia economico-finanziaria e lo scambio mutualistico tra i Soci

Cooperatori nonché la partecipazione degli stessi alla vita sociale.

Articolo 3. – Adesione al Gruppo Bancario Cooperativo

3.1. La Società fa parte del, ed aderisce al, Gruppo Bancario Cooperativo avente come Capogruppo Cassa

Centrale Banca – Credito Cooperativo Italiano S.p.A. (di seguito definito anche il “Gruppo Bancario

Cooperativo Cassa Centrale”) ed è soggetta all’attività di direzione e coordinamento di Cassa Centrale

Banca - Credito Cooperativo Italiano S.p.A. (la “Capogruppo”). La Società è tenuta all’osservanza delle

disposizioni che la Capogruppo emana nell’esercizio dell’attività di direzione e coordinamento ovvero per

l’esecuzione delle istruzioni impartite dall’Autorità competente nell’interesse della stabilità del gruppo, in

conformità al contratto di coesione stipulato tra la Capogruppo e la Società ai sensi dell’articolo 37-bis,

comma terzo, del D. Lgs. 1 settembre 1993, n. 385 s.m.i. (“TUB”).

La Società nella corrispondenza e nelle comunicazioni alla clientela dà evidenza dell’appartenenza al

Gruppo Bancario Cooperativo Cassa Centrale, indicando altresì la Capogruppo.

Articolo 4. – Sede e competenza territoriale

4.1. La Società ha sede nel Comune di Tarzo. La Società ha sede distaccata nel Comune di Este, nel

Comune di Feltre, nel Comune di Jesolo e nel Comune di Villorba.

4.2. La competenza territoriale, ai sensi delle disposizioni di vigilanza, comprende il territorio di detti

Comuni, dei Comuni ove la Società ha proprie succursali o un numero di Soci Cooperatori, rapportato alla

popolazione residente, almeno pari a quello determinato in conformità alle disposizioni emanate

dall’Autorità competente, nonché dei Comuni ad essi limitrofi.

Articolo 5. – Adesione ad organismi di categoria

5.1. La Società ha facoltà di aderire agli enti ed organismi di categoria e di rappresentanza del movimento

cooperativo.

Articolo 6. – Durata

6.1. La durata della Società è fissata al 31 dicembre 2060 e potrà essere prorogata una o più volte con

delibera dell’assemblea straordinaria.

TITOLO II

SOCI COOPERATORI

Articolo 7. – Ammissibilità a Socio Cooperatore

7.1. Fermo quanto previsto dal presente Statuto in relazione ai Soci Finanziatori di cui all’articolo 24.3.

che segue, possono essere ammessi a Socio Cooperatore le persone fisiche e giuridiche, le società di ogni

tipo regolarmente costituite, i consorzi, gli enti e le associazioni che risiedono o svolgono la loro attività

in via continuativa nella zona di competenza territoriale della Società. Per i soggetti diversi dalle persone

fisiche si tiene conto dell’ubicazione della sede legale, della direzione, degli stabilimenti o di altre unità

operative.

7.2. É fatto obbligo al Socio Cooperatore di comunicare ogni variazione che comporti il venir meno dei

requisiti di cui all’articolo 7.1 che precede.

7.3. I Soci Cooperatori diversi dalle persone fisiche devono designare per iscritto la persona fisica, scelta

tra gli amministratori, autorizzata a rappresentarli; qualsiasi modificazione a detta designazione è

inopponibile alla Società, finché non sia stata ad essa formalmente comunicata.

7.4. I rappresentanti legali dei Soci Cooperatori e quelli designati ai sensi dell’articolo 7.3 che precede

esercitano tutti i diritti sociali spettanti ai loro rappresentati, ma non sono eleggibili, in tale veste, alle

cariche sociali.

Articolo 8. – Limitazioni all’acquisto della qualità di Socio Cooperatore

8.1. Non possono far parte della Società i soggetti che:

a) siano interdetti, inabilitati, falliti o siano stati dichiarati insolventi nell’ambito di una procedura di

liquidazione coatta amministrativa;

b) non siano in possesso dei requisiti determinati ai sensi del TUB;

c) svolgano, a giudizio del consiglio di amministrazione, attività in concorrenza con la Società;

d) siano, a giudizio del consiglio di amministrazione, inadempienti verso la Società, verso altre società del

Gruppo Bancario Cooperativo Cassa Centrale o abbiano costretto alcune di esse ad atti giudiziari per

l’adempimento di obbligazioni da essi assunte nei loro confronti.

Articolo 9. – Procedura di ammissione a Socio Cooperatore

9.1. Per l’ammissione a Socio Cooperatore, l’aspirante socio deve presentare al consiglio di

amministrazione una domanda scritta contenente, oltre al numero delle azioni richieste in sottoscrizione o

acquistate, le informazioni e dichiarazioni dovute ai sensi del presente Statuto o richieste dalla Società in

via generale.

9.2. Il consiglio di amministrazione decide sulla richiesta di ammissione entro il termine di novanta giorni

dal suo ricevimento e dispone la comunicazione della deliberazione all’interessato. In caso di

accoglimento, unitamente alla comunicazione della delibera, il consiglio provvede immediatamente ad

informare l’interessato che dovrà effettuare il versamento integrale dell’importo delle azioni sottoscritte e

dell’eventuale sovrapprezzo nel termine perentorio di sessanta giorni dal ricevimento della delibera.

Verificato l’avvenuto versamento degli importi dovuti, è disposta l’annotazione della delibera nel libro

dei soci, a far tempo dalla quale si acquista la qualità di Socio Cooperatore.

9.3. Nessun Socio Cooperatore può possedere azioni per un valore nominale complessivo eccedente i

limiti fissati dalla legge. Ai sensi dell’articolo 34, comma 4-bis, del TUB, il consiglio di amministrazione

potrà prevedere un numero minimo di azioni da sottoscrivere o acquistare ai fini dell’ammissione a Socio

Cooperatore della Società.

9.4. Gli amministratori nella relazione al bilancio illustrano le ragioni delle determinazioni assunte con

riguardo all’ammissione di nuovi Soci Cooperatori.

Articolo 10. – Diritti e doveri dei Soci Cooperatori

10.1. I Soci Cooperatori, che a norma delle disposizioni precedenti sono stati ammessi nella Società ed

iscritti nel libro dei soci, esercitano i diritti sociali e patrimoniali e:

a) intervengono in assemblea ed esercitano il diritto di voto, secondo quanto stabilito dall’articolo

27;

b) partecipano al dividendo deliberato dall’assemblea a partire dal mese successivo a quello di

acquisto della qualità di socio e nel caso di sottoscrizione di nuove azioni a quello successivo al

pagamento delle azioni stesse;

c) hanno diritto di usufruire dei servizi e dei vantaggi offerti dalla Società ai propri Soci Cooperatori

nei modi e nei limiti fissati dai regolamenti e dalle deliberazioni sociali.

10.2. I dividendi non riscossi entro il quinquennio dal giorno in cui divengono esigibili restano devoluti

alla Società ed imputati alla riserva legale.

10.3. I Soci Cooperatori hanno l’obbligo di osservare lo Statuto, i regolamenti e le deliberazioni degli

organi sociali e di collaborare al buon andamento della Società, operando in modo significativo,

partecipando all’assemblea e favorendo in ogni modo gli interessi sociali.

Articolo 11. – Domiciliazione dei Soci Cooperatori

11.1. I Soci Cooperatori, per quanto concerne ogni rapporto con la Società e ad ogni effetto di legge e del

presente Statuto, si ritengono domiciliati all’indirizzo risultante dal libro dei soci.

Articolo 12. – Perdita della qualità di Socio Cooperatore

12.1. La qualità di Socio Cooperatore si perde con la morte, col recesso e con l’esclusione.

Articolo 13. – Morte del Socio Cooperatore

13.1. In caso di morte del Socio Cooperatore, qualora gli eredi non abbiano richiesto, nel termine di un

anno dalla data del decesso del de cuius, il trasferimento delle azioni a nome di uno fra di essi designato,

o detto trasferimento non sia stato approvato dal consiglio di amministrazione, la Società provvederà al

rimborso delle azioni ai sensi del successivo articolo 16.

13.2. In pendenza del termine di cui all’articolo 13.1 che precede, i coeredi dovranno designare un

rappresentante comune che tuttavia, in tale qualità, non può partecipare all’assemblea e non è eleggibile

alle cariche sociali.

Articolo 14. – Recesso del Socio Cooperatore

14.1. Oltre che negli altri casi previsti dalla legge, il Socio Cooperatore ha diritto di recedere dalla

Società, qualora non abbia concorso alle deliberazioni assembleari riguardanti la fusione con banche di

diversa natura ai sensi dell’articolo 36, del TUB, nonché nell’ipotesi in cui siano venuti meno i requisiti di

cui all’articolo 7. Il recesso non può essere parziale.

14.2. La relativa dichiarazione deve farsi per iscritto con lettera raccomandata o PEC diretta al consiglio

di amministrazione che dovrà esaminarla entro sessanta giorni dal ricevimento e comunicarne gli esiti al

socio.

14.3. Il Socio Cooperatore può altresì richiedere, con le formalità di cui all’articolo 14.2 che precede, di

recedere dalla Società, oltre che nel caso in cui il consiglio di amministrazione non abbia autorizzato il

trasferimento delle azioni da lui possedute ad altro soggetto non Socio, nel caso di dissenso dalle

deliberazioni aventi ad oggetto la proroga della durata della Società.

14.4. Nei casi di cui all’articolo 14.3 che precede, il consiglio di amministrazione, sentito il collegio

sindacale e tenuto conto della situazione economica e patrimoniale della Società, deve deliberare entro

sessanta giorni dal ricevimento della relativa richiesta.

14.5. Il recesso produce effetto dal momento della comunicazione al Socio Cooperatore del

provvedimento di accoglimento della richiesta.

14.6. Con riferimento ai rapporti mutualistici il recesso ha effetto con la chiusura dell’esercizio in corso,

se comunicato tre mesi prima, e, in caso contrario, con la chiusura dell’esercizio successivo.

14.7. Nei casi previsti dall’articolo 14.3. che precede, il recesso non può essere esercitato, e la relativa

richiesta non ha comunque effetto, prima che il Socio Cooperatore abbia adempiuto tutte le sue

obbligazioni verso la Società.

Articolo 15. – Esclusione del Socio Cooperatore

15.1. Il consiglio di amministrazione, previo accertamento delle circostanze che seguono, pronuncia

l’esclusione dei Soci Cooperatori:

- che siano privi dei requisiti di cui all’articolo 7, nonché quelli che vengano a trovarsi nelle condizioni

di cui alle lett. a) e b) dell'articolo 8;

- nei cui confronti sia stata pronunciata, in primo grado, sentenza di condanna a seguito dell’esercizio

dell’azione di responsabilità nella loro qualità di amministratori, di sindaci o di direttori.

15.2. Il consiglio di amministrazione, con deliberazione presa a maggioranza dei suoi componenti, può

altresì escludere dalla Società il Socio Cooperatore che:

a) sia gravemente inadempiente alle obbligazioni derivanti dal contratto sociale e a quelle assunte quale

cliente della Società;

b) sia stato interdetto dall'emissione di assegni bancari;

c) abbia mostrato, nonostante specifico richiamo del consiglio di amministrazione, palese o ripetuto

disinteresse per l’attività della Società, omettendo di operare in modo significativo con essa;

d) abbia arrecato in qualsiasi modo danno alla Società;

e) si sia reso gravemente inadempiente agli obblighi derivanti dai regolamenti o dalle deliberazioni

sociali.

15.3. Nei casi diversi da quelli previsti dalla legge l’esclusione del Socio Cooperatore è deliberata tenuto

conto della situazione economica e patrimoniale della Società.

15.4. Il provvedimento di esclusione è comunicato al Socio Cooperatore con lettera raccomandata o PEC

ed è immediatamente esecutivo. Contro di esso, il Socio Cooperatore può ricorrere, nel termine di trenta

giorni dalla comunicazione, al collegio dei probiviri. Resta convenzionalmente esclusa la possibilità di

sospensione del provvedimento impugnato.

15.5. Contro l’esclusione il Socio Cooperatore può proporre opposizione al tribunale.

Articolo 16. – Liquidazione della quota del Socio Cooperatore

16.1. Il Socio Cooperatore receduto o escluso o gli aventi causa del Socio Cooperatore defunto hanno

diritto soltanto al rimborso del valore nominale delle azioni e del sovrapprezzo versato in sede di

sottoscrizione delle azioni, detratti gli utilizzi per copertura di eventuali perdite quali risultano dai bilanci

precedenti e da quello dell’esercizio in cui il rapporto sociale si è sciolto limitatamente al Socio

Cooperatore.

16.2. Il pagamento deve essere eseguito entro centottanta giorni dall’approvazione del bilancio stesso ed il

relativo importo è posto a disposizione degli aventi diritto in un conto infruttifero.

16.3. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 16.1, è comunque vietata la distribuzione di riserve.

16.4. Le somme non riscosse entro cinque anni dal giorno in cui divengono esigibili restano devolute alla

Società ed imputate alla riserva legale.

16.5. Ferma restando l’autorizzazione dell’Autorità competente per la riduzione dei fondi propri della

Società, il consiglio di amministrazione, su proposta del Direttore, informata la Capogruppo, e sentito il

collegio sindacale, ha la facoltà di limitare o rinviare, in tutto o in parte e senza limiti di tempo, il

rimborso delle azioni e degli altri strumenti di capitale del Socio Cooperatore receduto (anche in caso di

trasformazione della Società), escluso o deceduto, anche in deroga a disposizioni del codice civile e ad

altre norme di legge, secondo quanto previsto dalla disciplina prudenziale applicabile.

Il consiglio di amministrazione assume le proprie determinazioni sull’estensione del rinvio e sulla misura

della limitazione del rimborso delle azioni e degli altri strumenti di capitale tenendo conto della situazione

prudenziale della Società. In particolare, ai fini della decisione il consiglio di amministrazione valuta:

− la complessiva situazione finanziaria, di liquidità e di solvibilità della Società;

− l’importo del capitale primario di classe 1, del capitale di classe 1 e del capitale totale in rapporto ai

requisiti patrimoniali minimi (primo pilastro), ai requisiti patrimoniali richiesti dall’Autorità

competente (secondo pilastro) nonché al requisito combinato di riserva di capitale, come previsti

dalla disciplina prudenziale.

TITOLO III

OGGETTO SOCIALE – OPERATIVITÀ

Articolo 17. – Oggetto sociale

17.1. La Società ha per oggetto la raccolta del risparmio e l’esercizio del credito nelle sue varie forme.

Essa può compiere, con l’osservanza delle disposizioni vigenti, tutte le operazioni e i servizi bancari,

finanziari e, ove autorizzati, assicurativi consentiti, nonché ogni altra operazione strumentale o comunque

connessa al raggiungimento dello scopo sociale, in conformità alle disposizioni emanate dall’Autorità

competente. La Società svolge le proprie attività anche nei confronti dei terzi non Soci.

17.2. La Società può emettere obbligazioni e altri strumenti finanziari conformemente alle vigenti

disposizioni normative, nonché azioni di finanziamento ai sensi dell’articolo 150-ter, comma 2, del TUB,

in conformità alle disposizioni del presente Statuto.

17.3. La Società, con le autorizzazioni di legge, può svolgere l’attività di negoziazione di strumenti

finanziari per conto terzi, a condizione che il committente anticipi il prezzo, in caso di acquisto, o

consegni preventivamente i titoli, in caso di vendita.

17.4. Nell’esercizio dell’attività in cambi e nell’utilizzo di contratti a termine e di altri prodotti derivati, la

Società non assumerà posizioni speculative. In particolare, la Società:

- conterrà la propria posizione netta complessiva aperta in cambi entro il 2% dei fondi propri, innalzabile

al 5% con l’approvazione della Capogruppo;

- potrà stipulare contratti a termine (su strumenti finanziari e valute) e altri contratti derivati di copertura

di rischi assunti dalla stessa. A tal fine, i contratti derivati sono considerati di copertura se sono

rispettate tutte le seguenti condizioni: i) sono conclusi allo scopo esplicito di proteggere dal rischio di

avverse variazioni dei tassi d’interesse, dei tassi di cambio o dei prezzi di mercato il valore di singole

attività o passività o di insiemi di attività o di passività (in bilancio o fuori bilancio) della Società; ii) è

elevata la correlazione tra le caratteristiche tecnico-finanziarie (scadenza, tasso di interesse, etc.) delle

attività e passività coperte e quelle del contratto “di copertura”; iii) le condizioni precedenti sono

adeguatamente documentate da evidenze interne della Società;

- potrà offrire alla clientela finanziamenti strutturati, ossia contratti di finanziamento che contengono una

o più componenti derivative, se gli elementi caratteristici del finanziamento e delle componenti

derivative corrispondono o sono strettamente allineate.

17.5. In ogni caso la Società non potrà remunerare gli strumenti finanziari riservati in sottoscrizione ai

Soci in misura superiore a due punti rispetto al limite massimo previsto per i dividendi.

17.6. La Società potrà assumere partecipazioni nei limiti determinati dall’Autorità competente.

Articolo 18. – Operatività nella zona di competenza territoriale

18.1. La Società assume, nell’ambito della zona di competenza territoriale, attività di rischio

prevalentemente nei confronti dei propri Soci Cooperatori.

18.2. La previsione di cui all’articolo 18.1 che precede è rispettata quando più del 50% delle attività di

rischio è destinata a Soci Cooperatori e/o ad attività di cui al successivo articolo 19.2, secondo i criteri

stabiliti dall’Autorità competente.

18.3. Le attività di rischio assistite da garanzia rilasciata da un Socio della Società sono considerate

attività di rischio verso Soci, a condizione che la garanzia prestata sia personale, esplicita e

incondizionata.

18.4. Le attività di rischio non destinate ai Soci sono assunte nei confronti di soggetti che siano comunque

residenti o operanti nella zona di competenza territoriale.

Articolo 19. – Operatività fuori della zona di competenza territoriale

19.1. Una quota non superiore al 5% del totale delle attività di rischio potrà essere assunta al di fuori della

zona di competenza territoriale.

19.2. Ai fini di quanto disposto dall’articolo 19.1 che precede, non rientrano nel limite della competenza

territoriale le esposizioni verso o garantite da:

- amministrazioni centrali della Repubblica Italiana e di altri Paesi dell’eurozona, la Banca Centrale

Europea, la Banca d’Italia;

- la Capogruppo e altre società del Gruppo Bancario Cooperativo Cassa Centrale, gli impegni e le

garanzie assunti in esecuzione dell’accordo di garanzia in solido;

- i sistemi di garanzia istituiti tra banche di credito cooperativo.

Le esposizioni verso schemi di investimento sono considerate come esposizioni fuori zona e verso

soggetti diversi da soci, secondo i criteri ed alle condizioni stabiliti dall’Autorità competente.

TITOLO IV

PATRIMONIO – CAPITALE SOCIALE – AZIONI

Articolo 20. – Patrimonio

20.1. Il patrimonio della Società è costituito:

a) dal capitale sociale, rappresentato da azioni ordinarie e, se emesse, da azioni di finanziamento di

cui all’articolo 150-ter, comma 1, del TUB, regolate al successivo articolo 24;

b) dalla riserva legale;

c) dalla riserva da sovrapprezzo azioni;

d) da ogni altra riserva avente destinazione generica o specifica alimentata da utili netti.

Articolo 21. – Capitale sociale

21.1. Il capitale sociale è variabile ed è costituito da azioni, che possono essere emesse, in linea di

principio, illimitatamente, ed il cui valore nominale non può essere inferiore a Euro 2,99 né superiore a

Euro 4,00. Detto valore può variare per effetto della rivalutazione effettuata ai sensi della lettera c) del

successivo articolo 53.1. Il consiglio di amministrazione provvede a depositare presso il Registro delle

Imprese la delibera assembleare che destina gli utili di esercizio alla rivalutazione del capitale, indicando

la misura aggiornata del valore nominale delle azioni.

21.2. L’assemblea straordinaria dei soci può delegare al consiglio di amministrazione l’aumento, in una o

più volte, del capitale sociale ai sensi dell’articolo 2443, codice civile, anche a servizio dell’emissione di

azioni di finanziamento ai sensi dell’articolo 150-ter, del TUB, per un periodo di cinque anni dalla data

della deliberazione, anche con esclusione del diritto di opzione, nell’osservanza delle norme applicabili.

21.3. A seguito delle deliberazioni assunte in data 18 novembre 2018, l’assemblea straordinaria della

Società ha deliberato di attribuire al consiglio di amministrazione la facoltà di aumentare il capitale

sociale a pagamento entro il termine del 17 novembre 2023, per un ammontare nominale massimo di Euro

7.000.000 (settemilioni), mediante emissione di azioni di finanziamento ai sensi dell’art. 150-ter, del

TUB, con eventuale sovrapprezzo e con esclusione del diritto di opzione per gli azionisti ai sensi

dell’articolo 2441, commi 4 e 5, codice civile, sottoscrivibili dalla Capogruppo.

Articolo 22. – Azioni e trasferimento delle medesime

22.1. Le azioni sono nominative ed indivisibili, e non sono consentite cointestazioni; fermo quanto

previsto in relazione alla cessione di azioni di finanziamento all’articolo 24 che segue, le azioni non

possono essere cedute a non Soci senza l’autorizzazione del consiglio di amministrazione, che esaminerà

preventivamente la domanda di ammissione dell’aspirante Socio nei termini e con le modalità di cui agli

articoli 9 e 24.

22.2. In caso di cessione di azioni fra Soci, le parti contraenti, entro trenta giorni dalla cessione, debbono

con lettera raccomandata o PEC comunicare alla Società il trasferimento e chiedere le relative variazioni

del libro dei soci.

22.3. Le azioni non possono essere sottoposte a pegno o vincoli di qualsiasi natura senza la preventiva

autorizzazione del consiglio di amministrazione; è inoltre vietato alla Società fare anticipazioni sulle

proprie azioni, accettare proprie azioni in garanzia, compensare le proprie azioni con eventuali debiti dei

Soci.

22.4. La Società non emette i titoli azionari e la qualità di Socio risulta dall’iscrizione nel libro dei soci.

22.5 Il consiglio di amministrazione può deliberare, con l’osservanza delle disposizioni vigenti, l’acquisto

di azioni della Società, al loro valore nominale, nel limite degli utili distribuibili e delle riserve disponibili

risultanti dall’ultimo bilancio regolarmente approvato.

Articolo 23. – Sovrapprezzo

23.1. L’assemblea può determinare annualmente, su proposta del consiglio di amministrazione, l’importo

(sovrapprezzo) che deve essere versato in aggiunta al valore nominale di ogni azione sottoscritta dai nuovi

Soci.

23.2. Il sovrapprezzo è imputato all’apposita riserva, che non potrà essere utilizzata per la rivalutazione

delle azioni.

Articolo 24. – Azioni di finanziamento – Soci Finanziatori

24.1. Ai sensi dell’articolo 150-ter, del TUB, la Società, qualora versi in una delle situazioni indicate dal

comma 1 del predetto articolo, può emettere azioni di finanziamento di cui all’articolo 2526, codice

civile.

24.2. Le azioni di finanziamento, la cui emissione deve essere autorizzata dall’Autorità competente,

possono essere sottoscritte solamente dai soggetti di cui all’articolo 150-ter, comma 2, del TUB e dalla

Capogruppo, da quest’ultima anche fuori dei casi di cui all’articolo 24.1. che precede. La sottoscrizione

delle azioni di finanziamento da parte della Capogruppo è obbligatoria nei casi previsti dall’accordo di

garanzia in solido intercorrente tra la Capogruppo stessa e le banche di credito cooperativo, casse rurali e

casse raiffeisen affiliate al Gruppo Bancario Cooperativo Cassa Centrale.

24.3 Il consiglio di amministrazione attesta che il richiedente la sottoscrizione delle azioni di

finanziamento rientri in una delle categorie previste dalla legge; a seguito della positiva attestazione e

dell’integrale versamento dell’importo delle azioni sottoscritte e dell’eventuale sovrapprezzo, il

sottoscrittore è iscritto nel libro dei soci e acquista la qualifica di “Socio Finanziatore” (collettivamente i

Soci Finanziatori”). In caso di acquisto successivo all’emissione, la cessione delle azioni di

finanziamento può avvenire esclusivamente a favore di una delle predette categorie di Soci Finanziatori e

deve essere autorizzata dal consiglio di amministrazione.

24.4. Ai Soci Finanziatori spettano i diritti amministrativi previsti dallo Statuto. In particolare, rilevano le

disposizioni di cui agli articoli 27.1, 36.4, 45.4 e 45.12 che seguono. Ai Soci Finanziatori sono attribuiti i

medesimi diritti patrimoniali dei Soci Cooperatori. Ai Soci Finanziatori si applica la previsione di cui

all’articolo 11 del presente Statuto. Nei confronti dei Soci Finanziatori non vi sono riduzioni o

maggiorazioni nella remunerazione delle azioni.

24.5. I Soci Finanziatori hanno i seguenti diritti patrimoniali ed amministrativi:

a) un numero di voti attribuiti in assemblea proporzionati al capitale sottoscritto o al numero delle

azioni emesse, in deroga alle previsioni di cui all’articolo 34, terzo comma, del TUB e di cui

all’articolo 2526, codice civile, con l’effetto, di norma, qualora le azioni di finanziamento siano

sottoscritte o acquistate dalla Capogruppo, di acquisire la maggioranza dei diritti di voto

nell’assemblea ordinaria dei soci o, comunque, di esercitare il controllo ai sensi dell’articolo 2359,

comma 1, nn. 1) e 2), codice civile; qualora le azioni di finanziamento siano sottoscritte o

acquistate da uno dei soggetti di cui all’articolo 150-ter, comma 2, del TUB, di attribuire ai Soci

Finanziatori diritti adeguati a proteggere gli interessi dell’investitore senza attribuire ad essi il

controllo sulla Società;

b) qualora le azioni di finanziamento siano sottoscritte o acquistate dalla Capogruppo, il diritto della

stessa di designare, anche fra non Soci, non meno di 2 (due) componenti del consiglio di

amministrazione e sino alla maggioranza degli stessi, nonché il presidente del collegio sindacale;

c) qualora le azioni di finanziamento siano sottoscritte o acquistate da uno dei soggetti di cui

all’articolo 150-ter, comma 2, del TUB, il diritto del Socio Finanziatore di designare, anche fra

non Soci, 2 (due) componenti del consiglio di amministrazione ed il presidente del collegio

sindacale.

24.6. In deroga a quanto previsto dall’articolo 27.5 che segue, il Socio Finanziatore può partecipare alle

assemblee ed esercitare il diritto di voto dalla data di acquisto della qualità di Socio. Nei confronti dei

Soci Finanziatori non sono applicabili le disposizioni statutarie in materia di recesso ed esclusione dei

Soci Cooperatori, di trasferimento delle azioni e di liquidazione della partecipazione, quest’ultima

regolata dall’articolo 24.7 che segue.

24.7 Fermo restando quanto previsto dalla disciplina sui limiti al rimborso di strumenti di capitale

applicabile alle banche di credito cooperativo, i Soci Finanziatori possono chiedere il rimborso del valore

nominale delle azioni sottoscritte e dell’eventuale sovraprezzo versato. Il consiglio di amministrazione,

sentito il collegio sindacale, delibera sulla richiesta di rimborso, potendo escludere, limitare o rinviare il

rimborso, avendo riguardo alla situazione di liquidità, finanziaria e patrimoniale attuale e prospettica della

Società, anche secondo criteri più prudenziali di quelli di cui alla disciplina richiamata al periodo

precedente. L’efficacia della delibera è condizionata alla preventiva autorizzazione dell’Autorità

competente. Il consiglio di amministrazione definisce nella propria delibera le modalità con cui procedere

al rimborso delle azioni di finanziamento, che deve in ogni caso avvenire al valore nominale maggiorato

dell’eventuale sovraprezzo versato, al netto degli utilizzi per eventuali perdite pregresse o dell’esercizio in

cui è stato deliberato. È sempre esclusa la distribuzione di riserve al Socio Finanziatore. Non si può in

ogni caso procedere al rimborso se, a seguito dello stesso, la Società non rispetta i requisiti patrimoniali

minimi (primo pilastro), i requisiti patrimoniali in misura superiore al livello regolamentare minimo

richiesti dall’Autorità competente (secondo pilastro), nonché il requisito combinato di riserva di capitale,

previsti dalla disciplina prudenziale applicabile.

TITOLO V

ORGANI SOCIALI

Articolo 25. – Organi sociali

25.1. Gli organi della Società, ai quali è demandato, secondo le rispettive competenze e tenuto conto

dell’assoggettamento alla direzione e coordinamento della Capogruppo, l’esercizio delle funzioni sociali

sono:

a) l’assemblea dei soci;

b) il consiglio di amministrazione;

c) il comitato esecutivo;

d) il collegio sindacale;

e) il collegio dei probiviri.

TITOLO VI

ASSEMBLEA DEI SOCI

Articolo 26. – Convocazione dell’assemblea

26.1. L’assemblea regolarmente costituita rappresenta l’universalità dei Soci, e le sue deliberazioni

obbligano i Soci ancorché non intervenuti o dissenzienti.

26.2. L’assemblea dei Soci è convocata dal consiglio di amministrazione presso la sede della Società o in

altro luogo indicato, purché in territorio italiano, mediante avviso di convocazione contenente

l’indicazione degli argomenti da trattare, del luogo, del giorno e dell’ora dell’adunanza, da pubblicare

almeno quindici giorni prima di quello fissato per l’assemblea nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica

italiana o in almeno uno dei seguenti quotidiani:

a) Il Gazzettino;

b) La Tribuna di Treviso.

26.3. In alternativa alla pubblicazione dell’avviso di convocazione, stabilita nell’articolo 26.2 che

precede, il consiglio di amministrazione può disporre l’invio ai Soci dell’avviso di convocazione con

mezzi che ne garantiscano la prova dell’avvenuto ricevimento, almeno quindici giorni prima di quello

fissato per l’assemblea.

26.4. Il consiglio di amministrazione può comunque disporre che detto avviso sia affisso in modo visibile

nella sede sociale, nelle succursali e nelle sedi distaccate della Società o inviato o recapitato ai Soci o

pubblicato sul sito internet della Società.

26.5. L’assemblea può essere indetta in seconda convocazione con lo stesso avviso, non oltre trenta giorni

dopo quello fissato per la prima convocazione.

26.6. Il consiglio di amministrazione deve inoltre convocare l’assemblea entro trenta giorni da quando ne

è fatta richiesta dal collegio sindacale o domanda da almeno un decimo dei Soci. La domanda deve essere

sottoscritta da tutti i Soci richiedenti, con firma autenticata con le modalità di cui all’articolo 27.3., ed

indicare gli argomenti da trattarsi.

Articolo 27. – Intervento e rappresentanza in assemblea

27.1. Possono intervenire all’assemblea e hanno diritto di voto i Soci Cooperatori iscritti nel libro dei soci

da almeno novanta giorni ed i Soci Finanziatori dalla data di acquisto della qualità di socio.

27.2. Fermo quanto previsto all’articolo 24.5 in relazione alle azioni di finanziamento di cui all’articolo

150-ter, del TUB, ogni Socio Cooperatore ha diritto ad un voto, qualunque sia il numero delle azioni a lui

intestate.

27.3. Il Socio può farsi rappresentare da altro Socio persona fisica che non sia amministratore, sindaco o

dipendente della Società, mediante delega scritta, contenente il nome del rappresentante e nella quale la

firma del delegante sia autenticata dal presidente della Società o da un notaio. La firma dei deleganti potrà

altresì essere autenticata da consiglieri o dipendenti della Società a ciò espressamente autorizzati dal

consiglio di amministrazione.

27.4. Ogni Socio può ricevere non più di una delega in caso di assemblea ordinaria e non più di tre

deleghe in caso di assemblea straordinaria.

27.5. All’assemblea possono intervenire e prendere la parola, senza diritto di voto:

− un rappresentante di eventuali organismi di categoria cui la Società dovesse aderire ai sensi

dell’articolo 5 del presente Statuto, nei casi e secondo le modalità previsti nello Statuto degli

organismi stessi;

− salvo sottoscrizione di azioni di finanziamento ex articolo 150-ter, comma 2, del TUB, i

rappresentanti della Capogruppo;

− i rappresentanti del soggetto incaricato della revisione legale dei conti della Società;

− i rappresentanti dei Fondi di Garanzia cui la Società aderisce, nei casi e secondo le modalità previsti

nello Statuto dei Fondi medesimi.

27.6. Il consiglio di amministrazione può predisporre l’attivazione di uno o più collegamenti a distanza

con il luogo in cui si tiene l’assemblea, che consentano ai Soci che non intendano recarsi presso tale luogo

per partecipare alla discussione di seguire comunque i lavori assembleari ed esprimere al momento della

votazione il proprio voto, a condizione che risulti garantita l’identificazione dei Soci stessi e che sia data

comunicazione dell’esercizio di tale facoltà nell’avviso di convocazione dell’assemblea. In ogni caso, il

presidente dell’assemblea e il segretario devono essere presenti nel luogo indicato nell’avviso di

convocazione ove si considera svolta l’adunanza.

Articolo 28. – Presidenza dell’assemblea

28.1. L’assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è presieduta dal presidente del consiglio di

amministrazione e, in caso di sua assenza o impedimento, da chi lo sostituisce, ai sensi dell’articolo 43 e,

in caso di impedimento anche di questi, da un consigliere a ciò delegato dal consiglio ovvero, in

mancanza anche di questi, da persona designata dall’assemblea medesima.

28.2. Il presidente ha pieni poteri per la direzione dell’assemblea e, in particolare, per l’accertamento della

regolarità delle deleghe e del diritto degli intervenuti a partecipare all’assemblea; per constatare se questa

si sia regolarmente costituita ed in un numero valido per deliberare; per dirigere e regolare la discussione

nonché per accertare i risultati delle votazioni. Nella conduzione dell’assemblea il presidente ha diritto di

farsi assistere da persona, anche non Socio, designata dal consiglio di amministrazione, in relazione alla

materia oggetto della trattazione.

28.3. L’assemblea, su proposta del presidente, nomina fra i Soci Cooperatori due o più scrutatori, oltre ad

un segretario (anche non Socio), salvo che nel caso delle assemblee straordinarie, o quando il presidente

lo reputi opportuno, in cui la funzione di segretario è assunta da un notaio.

Articolo 29. – Costituzione dell’assemblea

29.1. L’assemblea, tanto ordinaria che straordinaria, è validamente costituita in prima convocazione con

l’intervento in proprio e per rappresentanza di almeno un terzo dei Soci aventi diritto al voto e, in seconda

convocazione, qualunque sia il numero dei Soci intervenuti, se ordinaria, e con l’intervento di almeno un

decimo dei Soci, se straordinaria.

Articolo 30. – Maggioranze assembleari

30.1. L’assemblea ordinaria e straordinaria, sia in prima che in seconda convocazione, delibera a

maggioranza dei voti espressi.

30.2. La nomina delle cariche sociali avviene a maggioranza relativa; le modalità di candidatura,

eventualmente anche in rappresentanza dei più significativi ambiti territoriali, e le modalità di espressione

del voto sono disciplinate in un apposito regolamento approvato dall’assemblea ordinaria su proposta del

consiglio di amministrazione. A parità di voti si intende eletto il più anziano di età.

30.3. Le votazioni in assemblea hanno luogo in modo palese e normalmente per alzata di mano; per la

nomina delle cariche sociali si procede a scrutinio segreto, salvo che l’assemblea, su proposta del

presidente, deliberi, con la maggioranza dei due terzi dei voti espressi, di procedere con voto palese.

Articolo 31. – Proroga dell’assemblea

31.1. Qualora la trattazione dell’ordine del giorno non si esaurisca in una sola seduta, l’assemblea può

essere prorogata dal presidente non oltre l’ottavo giorno successivo, mediante dichiarazione da farsi

all’adunanza e senza necessità di altro avviso.

31.2. Nella sua successiva seduta, l’assemblea si costituisce e delibera con le stesse maggioranze stabilite

per la validità della costituzione e delle deliberazioni dell’assemblea di cui rappresenta la prosecuzione.

Articolo 32. – Assemblea ordinaria

32.1. L’assemblea ordinaria è convocata almeno una volta l’anno, entro centoventi giorni dalla chiusura

dell’esercizio, per procedere, oltre che alla trattazione degli altri argomenti posti all’ordine del giorno,

all’approvazione del bilancio di esercizio.

32.2. L’assemblea ordinaria, oltre a stabilire i compensi spettanti agli organi dalla stessa nominati,

approva le politiche di remunerazione a favore dei consiglieri di amministrazione, dei sindaci, di

dipendenti o di collaboratori non legati alla Società da rapporti di lavoro subordinato, e le modifiche alle

stesse, tenendo conto delle linee di indirizzo formulate dalla Capogruppo.

32.3. L’assemblea ordinaria approva, altresì, i criteri per la determinazione del compenso da accordare al

personale più rilevante, come definito dalla normativa anche regolamentare pro tempore vigente, in caso

di conclusione anticipata del rapporto di lavoro o di cessazione anticipata dalla carica, ivi compresi i limiti

fissati a detto compenso in termini di annualità della remunerazione fissa e l’ammontare massimo che

deriva dalla loro applicazione.

32.4. L'assemblea, su proposta del consiglio di amministrazione, ha facoltà di deliberare l’elezione, senza

oneri per la Società, di un presidente onorario al fine di riconoscere, col conferimento di tale carica,

particolari doti e meriti al Socio Cooperatore prescelto. Il presidente onorario eventualmente nominato

non fa parte del consiglio di amministrazione, ma può essere invitato a presenziare alle riunioni dello

stesso con funzione consultiva e senza diritto di voto.

Articolo 33. – Verbale delle deliberazioni assembleari

33.1. Le deliberazioni dell’assemblea debbono risultare da apposito verbale sottoscritto dal presidente, dal

segretario o dal notaio, se nominato a tale incarico.

33.2. I verbali delle assemblee vengono trascritti sul libro dei verbali delle assemblee dei soci e gli estratti

del medesimo, certificati conformi dal presidente, fanno prova delle adunanze e delle deliberazioni

dell’assemblea.

TITOLO VII

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Articolo 34. – Composizione del consiglio di amministrazione

34.1 Il consiglio di amministrazione è composto da 5 a 9 amministratori eletti di norma dall’assemblea fra

i Soci (fermo quanto diversamente previsto agli articoli 24.5. (b) e (c) e 34.2. del presente Statuto), previa

determinazione del loro numero. Le modalità di nomina sono disciplinate nel Regolamento Elettorale

adottato dalla Società.

34.2. La Capogruppo, con delibera motivata dell’organo amministrativo della stessa, fermo quanto

previsto dall’articolo 37-bis, comma 3-ter, lett. c), del TUB, ha il diritto di opporsi alla nomina ovvero di

nominare direttamente i componenti del consiglio di amministrazione della Società, sino alla maggioranza

degli stessi, anche fra non Soci, qualora i soggetti proposti per la carica di amministratore – nell’ambito

del procedimento di consultazione preventiva inerente i candidati per gli organi di amministrazione, da

attuarsi in conformità alle disposizioni di cui al Regolamento Elettorale adottato dalla Società ed al

contratto di coesione stipulato tra la Capogruppo e la Società ai sensi dell’articolo 37-bis, comma terzo,

del TUB – siano ritenuti dalla Capogruppo stessa, anche alternativamente:

(i) inadeguati rispetto alle esigenze di unitarietà della governance del Gruppo Bancario

Cooperativo Cassa Centrale;

(ii) inadeguati rispetto alle esigenze di efficacia dell’attività di direzione e coordinamento da parte

della Capogruppo;

(iii) inidonei ad assicurare la sana e prudente gestione della Società, avendo riguardo, in

particolare, al merito individuale comprovato dalle capacità dimostrate e dai risultati

eventualmente conseguiti in qualità di esponente aziendale della Società o di altre società.

34.3. La Capogruppo, nelle ipotesi previste all’articolo 34.2. che precede, come individuate nel contratto

di coesione stipulato tra la Capogruppo e la Società ai sensi dell’articolo 37-bis, comma terzo, del TUB,

ha altresì la facoltà di revocare uno o più componenti del consiglio di amministrazione già nominati. Per

l’ipotesi di sostituzione del componente revocato, ove lo stesso sia determinante per conseguire la

maggioranza del consiglio di amministrazione, la Capogruppo indica il candidato da eleggere in luogo del

componente cessato. Sulla richiesta della Capogruppo, la Società provvede nel più breve tempo possibile

e, comunque, non oltre il termine massimo previsto dal contratto di coesione stipulato tra la Capogruppo e

la Società ai sensi dell’articolo 37-bis, comma terzo, del TUB. Qualora tale termine trascorra inutilmente

senza che la Società abbia autonomamente provveduto alla sostituzione, la Capogruppo provvede

direttamente e ne dà notizia all’Autorità competente informando la stessa in merito ai motivi per i quali ha

richiesto la revoca del componente.

34.4. Non possono essere nominati, e se eletti decadono:

a) gli interdetti, gli inabilitati, i falliti, coloro che siano stati condannati ad una pena che importa

l’interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici o l’incapacità ad esercitare uffici direttivi;

b) coloro che non siano in possesso dei requisiti di professionalità, onorabilità, competenza, correttezza

e dedizione di tempo prescritti dalla normativa tempo per tempo vigente, come individuati dalle

disposizioni di vigilanza applicabili alla Società;

c) i parenti, coniugi o affini con altri amministratori o dipendenti della Società, fino al secondo grado

incluso, nonché i soggetti legati agli amministratori o a dipendenti della Società da rapporti giuridici

personali tutelati dalla legge;

d) i dipendenti della Società e coloro che lo sono stati nei tre anni precedenti l’assunzione della carica;

e) coloro che sono legati da un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione, i componenti di

organi amministrativi o di controllo di altre banche o di società finanziarie o assicurative operanti

nella zona di competenza territoriale della Società. Detta causa di ineleggibilità e decadenza non

opera nei confronti dei soggetti che si trovano nelle situazioni sovra descritte in società finanziarie di

partecipazione, in società finanziarie di sviluppo regionale, in enti anche di natura societaria della

categoria, in società partecipate, anche indirettamente, dalla Società, in consorzi o in cooperative di

garanzia, ferma restando l’applicazione dell’articolo 36 della legge n. 214/2011 s.m.i. e

dell’eventuale ulteriore normativa applicabile;

f) coloro che ricoprono, o che hanno ricoperto nei tre anni precedenti, la carica di consigliere

comunale, di consigliere provinciale o regionale, di assessore o di sindaco comunale, di presidente

di provincia o di regione, di componente delle relative giunte, o coloro che ricoprono la carica di

membro del Parlamento, nazionale o europeo, o del Governo italiano, o della Commissione europea;

tali cause di ineleggibilità e decadenza operano con riferimento alle cariche ricoperte in istituzioni il

cui ambito territoriale comprenda la zona di competenza della Società;

g) coloro che, nei due esercizi precedenti l’adozione dei relativi provvedimenti, hanno svolto funzioni

di amministrazione, direzione o controllo nella Società, qualora essa sia stata sottoposta alle

procedure di crisi di cui al Titolo IV, articoli 70 e ss., del TUB. Detta causa di ineleggibilità e

decadenza ha efficacia per cinque anni dall’adozione dei relativi provvedimenti;

h) coloro che hanno svolto funzioni di amministrazione, direzione o controllo nella Società ovvero in

altre banche di credito cooperativo, casse rurali e casse raiffeisen affiliate al Gruppo Bancario

Cooperativo Cassa Centrale e siano stati revocati da tali funzioni dalla Capogruppo in forza dei

poteri alla stessa attribuiti dal contratto di coesione stipulato ai sensi dell’articolo 37-bis, comma

terzo, del TUB.

34.5. La non ricorrenza delle cause di ineleggibilità e decadenza di cui alle lettere c), d) e f) dell’articolo

34.4. che precede costituisce requisito di indipendenza degli amministratori.

Articolo 35. – Durata in carica degli amministratori

35.1. Gli amministratori durano in carica tre esercizi e sono rieleggibili, e scadono alla data

dell’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo all’ultimo esercizio della loro carica;

nella prima riunione, il consiglio provvede alla nomina del presidente e di uno o più vice presidenti

designando, in quest’ultimo caso, anche il vicario.

35.2. Fermo quanto previsto dalla legge e dal presente Statuto, nel regolamento di cui all’articolo 30

vengono disciplinate le modalità per la presentazione delle candidature e stabiliti criteri di candidabilità,

volti a favorire una composizione del consiglio di amministrazione rispondente alle esigenze di

esperienza, competenza e ricambio del governo della Società.

Articolo 36. – Sostituzione di amministratori

36.1. Se nel corso dell’esercizio vengono a mancare, per qualsiasi motivo, uno o più amministratori, ma

non la maggioranza del consiglio, quelli in carica provvedono, con l’approvazione del collegio sindacale,

alla loro sostituzione.

36.2. Gli amministratori nominati ai sensi dell’articolo 36.1. che precede restano in carica fino alla

successiva assemblea; coloro che sono nominati successivamente dall’assemblea assumono l’anzianità del

mandato degli amministratori che hanno sostituito.

36.3. Nelle ipotesi di sostituzione degli amministratori troveranno applicazione, mutatis mutandis, le

disposizioni di cui agli articoli 34.2. e 34.3. che precedono.

36.4. In deroga a quanto previsto all’articolo 36.1. che precede, in caso di sottoscrizione di azioni di

finanziamento di cui all’articolo 24, se l’amministratore venuto a mancare è stato designato dal Socio

Finanziatore, la sua sostituzione spetta al medesimo Socio Finanziatore.

Articolo 37. – Poteri del consiglio di amministrazione

37.1. Il consiglio è investito di tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione della Società,

tranne quelli riservati per legge all’assemblea dei soci.

37.2. Oltre alle attribuzioni non delegabili a norma di legge, sono riservate alla esclusiva competenza del

consiglio di amministrazione le decisioni concernenti:

− l’ammissione, l’esclusione e il recesso dei Soci;

− la cessione delle azioni di finanziamento di cui all’articolo 24;

− le decisioni che incidono sui rapporti mutualistici con i Soci Cooperatori;

− la determinazione degli indirizzi generali di gestione, la definizione dell’assetto complessivo di

governo e l’approvazione dell’assetto organizzativo della Società, garantendo la chiara distinzione

di compiti e funzioni, nonché la prevenzione dei conflitti di interesse;

− l’approvazione degli orientamenti strategici, dei piani industriali e finanziari;

− la definizione degli obiettivi di rischio, della soglia di tolleranza e delle politiche di governo dei

rischi;

− le linee di indirizzo del sistema dei controlli interni, la costituzione delle funzioni aziendali di

controllo, la nomina e la revoca, sentito il collegio sindacale, dei responsabili e, in caso di

esternalizzazione, dei referenti nonché l’approvazione dei programmi annuali di attività delle

funzioni;

− l’approvazione del quadro di riferimento organizzativo e metodologico per l’analisi del rischio

informatico e la propensione allo stesso, avuto riguardo ai servizi interni e a quelli offerti alla

clientela;

− l’approvazione dei sistemi contabili e di rendicontazione (reporting);

− la costituzione di speciali comitati con funzioni consultive, istruttorie e propositive, composti di

propri membri;

− la supervisione del processo di informazione al pubblico e di comunicazione della banca;

− la nomina, la revoca e la definizione delle attribuzioni del direttore e dei componenti la direzione,

nel rispetto delle disposizioni di cui al contratto di coesione stipulato tra la Capogruppo e la

Società ai sensi dell’articolo 37-bis, comma terzo, del TUB;

− l’approvazione e le modifiche di regolamenti interni;

− l’istituzione, il trasferimento e la soppressione di succursali e la proposta all’assemblea

dell’istituzione o soppressione di sedi distaccate;

− l’assunzione e la cessione di partecipazioni;

− l’acquisto, la costruzione e l’alienazione di immobili;

− la promozione di azioni giudiziarie ed amministrative di ogni ordine e grado di giurisdizione, fatta

eccezione per quelle relative al recupero dei crediti;

− le iniziative per lo sviluppo delle condizioni morali e culturali dei Soci Cooperatori nonché per la

promozione della cooperazione e per l’educazione al risparmio e alla previdenza;

− la costituzione dell’organismo di controllo sulla responsabilità amministrativa della Società,

disciplinato ai sensi del D.lgs. 231/2001, laddove sia stato adottato il relativo modello;

− tutti gli altri compiti e deliberazioni considerati non delegabili sulla base della disciplina

regolamentare dell’Autorità competente.

37.3. Il consiglio elabora, sottopone all’assemblea e riesamina, con periodicità almeno annuale, le

politiche di remunerazione, ed è responsabile della loro corretta attuazione.

37.4. È inoltre attribuita al consiglio di amministrazione la competenza alle deliberazioni che apportino

modificazioni dello Statuto di mero adeguamento a disposizioni normative e che siano in conformità allo

Statuto tipo approvato dalla Capogruppo.

37.5. Il consiglio di amministrazione, nel rispetto delle disposizioni di legge e di Statuto, può delegare

proprie attribuzioni ad un comitato esecutivo, determinando in modo chiaro e analitico i limiti quantitativi

e di valore della delega.

37.6. In materia di erogazione del credito, poteri deliberativi possono essere delegati al comitato esecutivo

nonché, per importi limitati, al direttore, al o ai vice direttori, o in mancanza di nomina di questi, a chi lo

sostituisce, ai responsabili di area e/o settori, se nominati, e ai preposti alle succursali e alle sedi

distaccate, entro limiti di importo graduati. Il presidente può esercitare compiti di supplenza nei casi di

particolare urgenza, con le modalità e i limiti previsti dalla normativa di vigilanza.

37.7. Fermo restando il rispetto delle forme di legge, non possono essere stipulati contratti di appalto di

opere o contratti per prestazioni di servizi o per fornitura di beni di natura continuativa o comunque

pluriennale con gli amministratori o con persone ad essi legate dai rapporti specificati nell’articolo 34.4.,

lettera c), o con società alle quali gli stessi, o le persone di cui all’articolo 34.4, lettera c), partecipano,

direttamente o indirettamente, in misura superiore al 25% del capitale sociale o nelle quali rivestano la

carica di amministratori. Il divieto suddetto, in tutte le sue forme, si applica anche rispetto a colui che

rivesta la carica di direttore. Le disposizioni di cui al presente articolo 37.7. non si applicano con

riferimento ai contratti stipulati con gli enti, anche di natura societaria, della categoria.

37.8. Il consiglio di amministrazione può conferire a singoli amministratori o a dipendenti della Società

poteri per il compimento di determinati atti o categorie di atti.

37.9. Delle decisioni assunte dai titolari di deleghe dovrà essere data notizia al consiglio di

amministrazione nella sua prima riunione.

Articolo 38. – Doveri del consiglio di amministrazione

38.1. Fermi i doveri su di essi gravanti per legge, con l’assunzione dell’incarico, i componenti del

consiglio di amministrazione si obbligano a compiere quanto di rispettiva competenza al fine di osservare

e dare esecuzione alle disposizioni che la Capogruppo, nell’esercizio dell’attività di direzione e

coordinamento, emana anche per l’esecuzione delle istruzioni impartite dall’Autorità competente

nell’interesse della stabilità del Gruppo Bancario Cooperativo Cassa Centrale.

38.2. Il consiglio di amministrazione della Società fornisce alla Capogruppo ogni dato e informazione per

l’emanazione delle disposizioni e la verifica del loro rispetto, nonché tutte le notizie necessarie per

adempiere agli obblighi previsti dalla legge o imposti dalle Autorità competenti e collabora con la

Capogruppo ai fini dell’attuazione delle misure preventive, correttive e sanzionatorie eventualmente

disposte dalla Capogruppo stessa.

Articolo 39. – Convocazione del consiglio di amministrazione

39.1. Il consiglio di amministrazione è convocato dal presidente, o da chi lo sostituisce, di norma una

volta al mese ed ogni qualvolta lo ritenga opportuno, oppure quando ne sia fatta domanda motivata dal

collegio sindacale oppure da un terzo almeno dei componenti del consiglio stesso.

39.2. La convocazione è effettuata mediante avviso da inviare per iscritto a mezzo PEC o a mezzo telefax

o posta elettronica almeno tre giorni prima - e in caso di urgenza almeno un giorno prima - della data

fissata per l’adunanza, al recapito indicato da ciascun amministratore e dai componenti del collegio

sindacale perché vi possano intervenire.

39.3. La prima riunione successiva alla nomina del consiglio di amministrazione è convocata

dall’amministratore più anziano di età.

Articolo 40. – Deliberazioni del consiglio di amministrazione

40.1. Il consiglio è presieduto dal presidente o da chi ne fa le veci ai sensi dell’articolo 43.7. ed è

validamente costituito quando siano presenti più della metà degli amministratori in carica.

40.2. Le deliberazioni del consiglio sono assunte a votazione palese.

Le riunioni del consiglio si potranno svolgere anche per video o teleconferenza a condizione che ciascuno

dei partecipanti possa essere identificato da tutti gli altri e che ciascuno sia in grado di intervenire in

tempo reale durante la trattazione degli argomenti esaminati nonché di ricevere, trasmettere e visionare

documenti ed atti relativi agli argomenti trattati. Sussistendo queste condizioni, la riunione si considera

tenuta nel luogo in cui si trova il presidente che sarà affiancato da un segretario.

40.3. Le deliberazioni sono prese a maggioranza dei presenti.

40.4. In caso di parità di voti, prevale il voto di chi presiede.

40.5. Alle riunioni del consiglio di amministrazione può intervenire e prendere la parola, senza diritto di

voto, un rappresentante della Capogruppo e, su invito del presidente, di eventuali organismi di categoria

cui la Società aderisce ai sensi dell’articolo 5 del presente Statuto. Alle riunioni potranno anche

intervenire e prendere la parola, senza diritto di voto, rappresentanti dei Fondi di Garanzia cui la Società

aderisce, nei casi e secondo le modalità previsti nello Statuto dei Fondi medesimi.

40.6. Alle riunioni del consiglio partecipa, con parere consultivo, il direttore, che assolve altresì, in via

ordinaria, le funzioni di segretario, eventualmente coadiuvato, con il consenso del consiglio, da altro

dipendente.

Articolo 41. – Verbale delle deliberazioni del consiglio di amministrazione

41.1. Delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio deve essere redatto verbale che, iscritto in

apposito libro, deve essere firmato dal presidente o da chi lo sostituisce e dal segretario.

41.2. Il libro dei verbali e gli estratti del medesimo, dichiarati conformi dal presidente, fanno prova delle

riunioni del consiglio e delle deliberazioni assunte.

Articolo 42. – Compenso degli amministratori

42.1. Gli amministratori hanno diritto, oltre al compenso determinato dall’assemblea, al rimborso delle

spese effettivamente sostenute per l’espletamento del mandato.

42.2. La remunerazione degli amministratori investiti di particolari cariche statutariamente previste è

determinata dal consiglio di amministrazione, sentito il parere del collegio sindacale.

Articolo 43. – Presidente del consiglio di amministrazione

43.1. Il presidente del consiglio di amministrazione promuove l’effettivo funzionamento del governo

societario, garantendo l’equilibrio di poteri tra gli organi deliberanti della Società, con particolare

riferimento ai poteri delegati. Egli presiede l’assemblea dei soci, convoca e presiede il consiglio di

amministrazione e provvede affinché adeguate informazioni sulle materie iscritte all’ordine del giorno

vengano fornite ai componenti del consiglio.

43.2. Il presidente garantisce l’efficacia del dibattito consiliare e si adopera affinché le deliberazioni alle

quali giunge il consiglio siano il risultato di un’adeguata dialettica e del contributo consapevole e

ragionato di tutti i suoi componenti. Il presidente assicura inoltre che: (i) il processo di autovalutazione

degli organi sociali sia svolto con efficacia, le modalità con cui esso è condotto siano coerenti con il grado

di complessità dei lavori del consiglio, siano adottate le misure correttive per far fronte alle eventuali

carenze riscontrate; (ii) la Società predisponga ed attui programmi di inserimento e piani di formazione

dei componenti degli organi; e (iii) il consiglio di amministrazione compia quanto necessario al fine di

osservare e dare esecuzione alle disposizioni che la Capogruppo, nell’esercizio dell’attività di direzione e

coordinamento, emana anche per l’esecuzione delle istruzioni impartite dall’Autorità competente

nell’interesse della stabilità del Gruppo Bancario Cooperativo Cassa Centrale.

43.3. Al presidente del consiglio di amministrazione spetta la rappresentanza legale della Società di fronte

ai terzi e in giudizio, nonché l’uso della firma sociale.

43.4. Nell’ambito dei poteri di rappresentanza, il presidente consente ed autorizza la cancellazione di

privilegi, di ipoteche e le surrogazioni e postergazioni, le annotazioni di inefficacia delle trascrizioni e la

restituzione di pegni o cauzioni costituenti garanzia sussidiaria di operazioni di credito o di mutui

ipotecari stipulati dalla Società quando il credito sia integralmente estinto.

43.5. Il presidente non può avere un ruolo esecutivo e non può svolgere, neppure di fatto, funzioni

gestionali.

43.6 Non può essere nominato presidente, salvo che nel caso di ricambio totale del consiglio di

amministrazione, l’amministratore che non abbia già compiuto almeno un mandato quale amministratore

o quale sindaco effettivo della Società.

43.7. In caso di assenza o di impedimento, il presidente è sostituito nelle sue funzioni dal vice presidente

e, in caso di più vice presidenti, prioritariamente da quello vicario. Di fronte ai terzi, la firma di chi

sostituisce il presidente fa prova dell’assenza o impedimento di quest’ultimo.

TITOLO VIII

COMITATO ESECUTIVO

Articolo 44. – Composizione e funzionamento del comitato esecutivo

44.1. Il comitato esecutivo è composto da tre a cinque componenti del consiglio di amministrazione,

nominati dallo stesso consiglio.

Il comitato sceglie tra i suoi membri il presidente ed il vice presidente, se questi non sono nominati dal

consiglio.

Il direttore ha, di norma, il potere di proposta in seno al comitato.

44.2. Le riunioni sono convocate con le modalità di cui all’articolo 39.2 e sono valide con la presenza

della maggioranza dei componenti; le votazioni sono prese a maggioranza dei presenti e con l’espressione

di almeno due voti favorevoli. Le riunioni del comitato si potranno svolgere anche per video o

teleconferenza a condizione che ciascuno dei partecipanti possa essere identificato da tutti gli altri e che

ciascuno sia in grado di intervenire in tempo reale durante la trattazione degli argomenti esaminati nonché

di ricevere, trasmettere e visionare documenti ed atti relativi agli argomenti trattati. Sussistendo queste

condizioni, la riunione si considera tenuta nel luogo in cui si trova il presidente che sarà affiancato da un

segretario.

44.3. Delle adunanze e delle deliberazioni del comitato esecutivo deve essere redatto verbale, in

conformità a quanto previsto dall’articolo 41.

44.4. Alle riunioni del comitato assistono i sindaci.

44.5. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 37.9, il comitato esecutivo riferisce al consiglio di

amministrazione e al collegio sindacale, almeno ogni tre mesi, sul generale andamento della gestione e

sulla sua prevedibile evoluzione nonché sulle operazioni di maggior rilievo, per le loro dimensioni o

caratteristiche.

TITOLO IX

COLLEGIO SINDACALE

Articolo 45. – Composizione del collegio sindacale

45.1. L’assemblea ordinaria nomina, di norma, tre sindaci effettivi, designandone il presidente, e due

sindaci supplenti, fermo quanto previsto agli articoli 45.2. - 45.4. che seguono. I sindaci restano in carica

per tre esercizi e scadono alla data dell’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo al

terzo esercizio della loro carica; l’assemblea ne fissa il compenso annuale valevole per l’intera durata del

loro ufficio, in aggiunta al rimborso delle spese effettivamente sostenute per l’esercizio delle funzioni.

45.2. La Capogruppo, con delibera motivata dell’organo amministrativo della stessa, fermo quanto

previsto dall’articolo 37-bis, comma 3-ter, lett. c), del TUB, ha il diritto di opporsi alla nomina ovvero di

nominare direttamente i componenti del collegio sindacale, sino alla maggioranza degli stessi, qualora i

soggetti proposti per la carica di sindaco - nell’ambito del procedimento di consultazione preventiva

inerente i candidati, da attuarsi in conformità alle disposizioni di cui al Regolamento Elettorale adottato

dalla Società in materia ed al contratto di coesione stipulato tra la Capogruppo e la Società ai sensi

dell’articolo 37-bis, comma terzo, del TUB - siano ritenuti dalla Capogruppo stessa, alternativamente:

(i) inadeguati rispetto alle esigenze di unitarietà della governance del Gruppo Bancario

Cooperativo Cassa Centrale;

(ii) inadeguati rispetto alle esigenze di efficacia dell’attività di direzione e coordinamento da parte della

Capogruppo;

(iii) inidonei ad assicurare la sana e prudente gestione della Società, avendo riguardo, in particolare, al

merito individuale comprovato dalle capacità dimostrate e dai risultati eventualmente conseguiti in

qualità di esponente aziendale della Società o di altre società.

45.3. La Capogruppo, nelle ipotesi previste all’articolo 45.2. che precede, unitamente a quelle individuate

nel contratto di coesione, ha altresì la facoltà di revocare uno o più componenti del collegio sindacale già

nominati. Per l’ipotesi di sostituzione del componente revocato, ove lo stesso sia determinante per

conseguire la maggioranza del collegio sindacale, la Capogruppo indica il candidato da eleggere in luogo

del componente cessato. Sulla richiesta della Capogruppo, la Società provvede nel più breve tempo

possibile e, comunque, non oltre il termine massimo previsto dal contratto di coesione stipulato tra la

Capogruppo stessa e la Società ai sensi dell’articolo 37-bis, comma terzo, del TUB. Qualora tale termine

trascorra inutilmente senza che la Società abbia autonomamente provveduto alla sostituzione, la

Capogruppo provvede direttamente e ne dà notizia all’Autorità competente informando la stessa in merito

ai motivi per i quali ha richiesto la revoca del componente.

45.4. In deroga a quanto previsto dall’articolo 45.1. che precede, per l’ipotesi in cui la Capogruppo abbia

sottoscritto azioni di finanziamento emesse dalla Società ai sensi dell’articolo 150-ter, del TUB, alla

Capogruppo stessa spetterà il diritto di designare il presidente del collegio sindacale.

45.5. I sindaci sono rieleggibili, con i limiti di seguito specificati.

45.6. Non è nominabile o rieleggibile alla rispettiva carica colui che abbia ricoperto la carica di presidente

del collegio sindacale per 3 mandati consecutivi o di componente effettivo del collegio sindacale della

Società per 3 mandati consecutivi.

45.7. Agli effetti del computo del numero dei mandati le cariche di presidente e di componente effettivo

del collegio sindacale non si cumulano. In ogni caso non è possibile essere rieletti quando si sono

raggiunti 6 mandati consecutivi come sindaco effettivo e presidente del collegio.

45.8. I sindaci debbono essere in possesso dei requisiti di eleggibilità, indipendenza, professionalità e

onorabilità previsti dalla normativa tempo per tempo vigente come individuati dalle disposizioni di

vigilanza tempo per tempo applicabili alla Società. In particolare, non possono essere eletti alla carica di

sindaco e, se eletti, decadono dall’ufficio:

a) gli interdetti, gli inabilitati, i falliti, coloro che sono stati condannati ad una pena che importa

l’interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici o l’incapacità ad esercitare uffici direttivi;

b) il coniuge, i parenti e gli affini entro il quarto grado degli amministratori della Società, gli

amministratori, il coniuge, i parenti e gli affini entro il quarto grado degli amministratori delle società da

questa controllate, delle società che la controllano e di quelle sottoposte a comune controllo;

c) coloro che sono legati alla Società o alle società da questa controllate o alle società che la controllano o

a quelle sottoposte a comune controllo da un rapporto di lavoro o da un rapporto continuativo di

consulenza o di prestazione d’opera retribuita, ovvero da altri rapporti di natura patrimoniale che ne

compromettano l’indipendenza;

d) coloro che non siano in possesso dei requisiti di professionalità, onorabilità ed indipendenza

determinati ai sensi dell’articolo 26, del TUB;

e) i parenti, il coniuge o gli affini fino al quarto grado di dipendenti della Società;

f) l’amministratore o il sindaco in altra banca o società finanziaria operante nella zona di competenza

della Società, salvo che si tratti di sindaci di banche o società finanziarie del Gruppo Bancario

Cooperativo Cassa Centrale, nonché di amministratori o sindaci di società partecipate, di società

finanziarie di partecipazione, di consorzi o di cooperative di garanzia;

g) coloro che, nei due esercizi precedenti l’adozione dei relativi provvedimenti, hanno svolto funzioni di

amministrazione, direzione o controllo nella Società, qualora essa sia stata sottoposta alle procedure di

crisi di cui al Titolo IV, articoli 70 e ss., del TUB. Detta causa di ineleggibilità ha efficacia per cinque

anni dall’adozione dei relativi provvedimenti;

h) coloro che abbiano ricoperto la carica di amministratore nel mandato precedente o di direttore nei tre

anni precedenti.

45.9. Non possono essere stipulati contratti di appalto di opere o contratti per prestazioni di servizi o per

fornitura di beni di natura continuativa o comunque pluriennale con i componenti del collegio sindacale, o

con società alle quali gli stessi partecipano, direttamente o indirettamente, in misura superiore al 25% del

capitale sociale o nelle quali rivestano la carica di amministratori. Il divieto suddetto si applica anche

rispetto al coniuge, nonché ai parenti e agli affini entro il secondo grado dei sindaci. Tale divieto non si

applica con riferimento ai contratti stipulati con gli enti, anche di natura societaria, della categoria.

45.10. I sindaci non possono assumere cariche in organi diversi da quelli di controllo presso altre società

del Gruppo Bancario Cooperativo Cassa Centrale nonché presso società nelle quali la Società stessa

detenga, anche indirettamente, una partecipazione strategica ai sensi delle disposizioni di vigilanza.

45.11 Se viene a mancare il presidente del collegio sindacale, le funzioni di presidente sono assunte dal

più anziano di età tra i sindaci effettivi rimasti in carica.

45.12 In deroga a quanto previsto dall’articolo 45.11 che precede, in caso di sottoscrizione di azioni di

finanziamento di cui all’articolo 24, la sostituzione del presidente del collegio sindacale spetta al Socio

Finanziatore.

Articolo 46. – Compiti e poteri del collegio sindacale

46.1. Il collegio sindacale vigila sull’osservanza della legge e dello Statuto, sul rispetto dei princìpi di

corretta amministrazione ed in particolare sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e

contabile adottato dalla Società e sul suo concreto funzionamento. Può chiedere agli amministratori

notizie sull’andamento delle operazioni sociali o su determinati affari e procedere, in qualsiasi momento,

ad atti di ispezione e di controllo. Si avvale dei flussi informativi provenienti dalle funzioni e strutture di

controllo interne.

46.2 Il collegio sindacale valuta l’adeguatezza e la funzionalità dell’assetto contabile, ivi compresi i

relativi sistemi informativi, al fine di assicurare una corretta rappresentazione dei fatti aziendali. Il

collegio adempie agli obblighi di cui all’articolo 52, del TUB, e può svolgere le funzioni di organismo di

vigilanza sulla responsabilità amministrativa della Società disciplinato ai sensi del D.lgs. 231/2001,

laddove tale funzione non sia stata affidata ad altro organismo.

46.3 Il collegio segnala al consiglio di amministrazione le carenze e le irregolarità riscontrate, richiede

l’adozione di idonee misure correttive e ne verifica nel tempo l’efficacia.

46.4 Il collegio viene sentito in merito alle decisioni riguardanti la nomina dei responsabili delle funzioni

di controllo interno e la definizione degli elementi essenziali dell’architettura complessiva del sistema dei

controlli.

46.5 I verbali ed atti del collegio sindacale debbono essere firmati da tutti gli intervenuti.

46.6 Il collegio sindacale può avvalersi della collaborazione di eventuali organismi di categoria cui

aderisce la Società.

TITOLO X

REVISIONE LEGALE DEI CONTI

Articolo 47. – Revisione legale dei conti

47.1. La revisione dei conti della Società è svolta da un revisore legale o da una società di revisione legale

iscritti nel registro previsto dalla legge, nominato dall’assemblea su proposta motivata del collegio

sindacale, ovvero da altro soggetto esterno abilitato ai sensi di norme di legge.

47.2. Al revisore legale dei conti si estendono gli obblighi di cui all’articolo 52, del TUB.

TITOLO XI

ASSUNZIONE DI OBBLIGAZIONI NEI CONFRONTI DELLA SOCIETÀ

Articolo 48. – Assunzione di obbligazioni da parte degli esponenti aziendali

48.1. Gli amministratori, i sindaci, il direttore e coloro che ne svolgono le funzioni non possono contrarre

obbligazioni di qualsiasi natura o compiere atti di compravendita, direttamente o indirettamente, con la

Società, se non previa deliberazione del consiglio di amministrazione assunta all’unanimità, con

l’astensione dell’amministratore interessato e con il voto favorevole di tutti i componenti del collegio

sindacale, fermi restando gli obblighi previsti dal codice civile in materia di interessi degli amministratori.

Restano fermi i limiti e i divieti previsti nell’articolo 37.7 e nell’articolo 45.9.

48.2. Per le erogazioni di credito nonché per le obbligazioni di qualsiasi natura, ivi compresi gli atti di

compravendita, che riguardino, direttamente o indirettamente, soggetti che intrattengono con i

componenti del collegio sindacale rapporti di natura professionale, gli obblighi in tema di interessi degli

amministratori si applicano anche ai componenti del collegio sindacale.

TITOLO XII

COLLEGIO DEI PROBIVIRI

Articolo 49. – Composizione e funzionamento del collegio dei probiviri

49.1. Il collegio dei probiviri è un organo interno della Società ed ha la funzione di perseguire la bonaria

composizione delle liti che dovessero insorgere tra Socio Cooperatore e Società.

49.2. Esso è composto di tre membri effettivi e due supplenti, scelti fra i non Soci. Il presidente, che

provvede alla convocazione del collegio e ne dirige i lavori, è designato dalla Capogruppo e gli altri

quattro componenti sono nominati dall’assemblea, ai sensi dell’articolo 30.2.

49.3. I probiviri restano in carica per tre esercizi e sono rieleggibili. Essi prestano il loro ufficio

gratuitamente, salvo il rimborso delle spese.

49.4. Sono devolute al collegio dei probiviri le controversie in materia di diniego del gradimento

all’ingresso di nuovi Soci Cooperatori, quelle relative all’esclusione dei Soci Cooperatori, la risoluzione

di tutte le controversie che dovessero sorgere fra i Soci Cooperatori e la Società o gli organi di essa, in

ordine all’interpretazione, l’applicazione, la validità e l’efficacia dello Statuto, dei regolamenti, delle

deliberazioni sociali o concernenti comunque i rapporti sociali.

49.5. Il ricorso al collegio dei probiviri deve essere proposto nel termine di trenta giorni dalla

comunicazione dell’atto che determina la controversia; la decisione del collegio deve essere assunta entro

sessanta giorni dalla presentazione del ricorso. Ove la decisione riguardi domande di aspiranti Soci

Cooperatori il collegio, integrato ai sensi di legge, si pronuncia entro trenta giorni dalla presentazione

della richiesta.

49.6. Il collegio dei probiviri decide secondo equità e senza vincolo di formalità procedurali; le decisioni

sono assunte a maggioranza assoluta. In caso di accoglimento del ricorso gli organi sociali competenti

sono tenuti a riesaminare la questione.

TITOLO XIII

DIRETTORE

Articolo 50. – Compiti e attribuzioni del direttore

50.1. Il direttore è il capo del personale. Non può essere nominato direttore il coniuge, un parente o un

affine, entro il quarto grado degli amministratori ed entro il secondo grado dei dipendenti della Società.

50.2. Il direttore ha il potere di proposta in materia di assunzione, promozione, provvedimenti disciplinari

e licenziamento del personale; egli non può proporre l’assunzione di persone legate a lui medesimo, o ai

dipendenti della Società, da rapporti di coniugio, parentela o affinità entro il secondo grado.

50.3. Il direttore prende parte con parere consultivo alle adunanze del consiglio di amministrazione; ha il

potere di proposta in materia di erogazione del credito.

Il direttore prende parte altresì alle riunioni del comitato esecutivo ed ha, di norma, il potere di proposta

per le delibere del comitato esecutivo medesimo.

50.4. Il direttore dà esecuzione alle delibere degli organi sociali secondo le previsioni statutarie; persegue

gli obiettivi gestionali e sovrintende allo svolgimento delle operazioni ed al funzionamento dei servizi

secondo le indicazioni del consiglio di amministrazione, assicurando la conduzione unitaria della Società

e l’efficacia del sistema dei controlli interni. Il direttore dà altresì esecuzione alle direttive di natura

tecnico – operativa impartite dalla Capogruppo che non necessitino una preventiva validazione da parte

del consiglio di amministrazione.

50.5. In caso di assenza o impedimento, il direttore è sostituito dal vice direttore e, in caso di più vice

direttori, prioritariamente da quello vicario. In caso di mancata nomina, di assenza o di impedimento di

questi, le funzioni sono svolte dal dipendente designato dal consiglio di amministrazione.

TITOLO XIV

RAPPRESENTANZA E FIRMA SOCIALE

Articolo 51. – Rappresentanza e firma sociale

51.1. La rappresentanza attiva e passiva della Società di fronte ai terzi ed in giudizio, sia in sede

giurisdizionale che amministrativa, compresi i giudizi per cassazione e revocazione, e la firma sociale

spettano, ai sensi dell’articolo 43, al presidente del consiglio di amministrazione o a chi lo sostituisce in

caso di sua assenza o impedimento.

51.2. In caso di assenza o impedimento del presidente del consiglio di amministrazione e di chi lo

sostituisce ai sensi del presente Statuto, il direttore consente ed autorizza la cancellazione di privilegi, di

ipoteche e le surrogazioni e postergazioni, le annotazioni di inefficacia delle trascrizioni e la restituzione

di pegni o cauzioni costituenti garanzia sussidiaria di operazioni di credito o di finanziamenti ipotecari e

fondiari stipulati dalla Società quando il credito sia integralmente estinto. Di fronte ai terzi la firma del

direttore fa prova dell’assenza o impedimento del presidente del consiglio di amministrazione e di chi lo

sostituisce ai sensi del presente Statuto.

51.3. La rappresentanza della Società e la firma sociale possono, inoltre, essere attribuite dal consiglio di

amministrazione anche a singoli amministratori, ovvero al direttore e a dipendenti, per determinati atti o,

stabilmente, per categorie di atti.

51.4. Il consiglio, inoltre, ove necessario, conferisce mandati e procure anche ad estranei, per il

compimento di determinati atti o categorie di atti.

TITOLO XV

BILANCIO – UTILI – RISERVE

Articolo 52. – Esercizio sociale

52.1 L'esercizio sociale si chiude al 31 dicembre di ogni anno.

Alla fine di ogni esercizio, il consiglio di amministrazione procede alla redazione del bilancio e della

relazione sull’andamento della gestione sociale, in conformità alle previsioni di legge.

Articolo 53. – Utili

53.1. L’utile netto risultante dal bilancio è ripartito come segue:

a) una quota non inferiore al settanta per cento alla formazione o all’incremento della riserva legale;

b) una quota ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, nella misura e con

le modalità previste dalla legge.

Gli utili eventualmente residui potranno essere:

c) destinati all’aumento del valore nominale delle azioni, secondo le previsioni di legge;

d) assegnati ad altre riserve o fondi consentiti dalla legge;

e) distribuiti ai soci, purché in misura non superiore all’interesse massimo dei buoni postali fruttiferi,

aumentato di due punti e mezzo rispetto al capitale effettivamente versato;

f) attribuiti ai soci a titolo di ristorno, in base alle disposizioni contenute

nell’articolo 54.

53.2. La quota di utili eventualmente ancora residua è destinata a fini di beneficenza o mutualità.

Articolo 54. – Ristorni

54.1. L’assemblea, su proposta del consiglio di amministrazione, può determinare il ristorno, vale a dire

l’equivalente monetario del vantaggio mutualistico, da riconoscere ai Soci Cooperatori in proporzione alla

quantità e alla qualità dei loro scambi mutualistici con la banca, indipendentemente dal numero di azioni

da loro possedute, in misura non superiore al 50% dell’utile netto risultante dopo l’accantonamento a

riserva legale e la contribuzione della quota ai fondi mutualistici.

54.2. Fermo restando che almeno la metà dell’ammontare riconosciuto a titolo di ristorno è liquidato al

Socio Cooperatore mediante incremento della partecipazione sociale, esso è corrisposto a valere sull’utile

d’esercizio ed in conformità a quanto previsto dall’articolo 53, dalle disposizioni di vigilanza e

dall’apposito regolamento approvato dall’assemblea.

TITOLO XVI

SCIOGLIMENTO DELLA SOCIETÀ

Articolo 55. – Scioglimento e liquidazione della Società

55.1. In caso di scioglimento della Società, l’intero patrimonio sociale, dedotto soltanto il capitale sociale

e i dividendi eventualmente maturati, sarà devoluto ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo

della cooperazione.

TITOLO XVII

DISPOSIZIONI TRANSITORIE

Articolo 56. – Disposizioni transitorie

56.1. In sede di prima applicazione del presente Statuto, per il periodo transitorio che scadrà alla data

dell’assemblea della Società chiamata ad approvare il bilancio relativo all’esercizio chiuso al 31 dicembre

2019, il consiglio di amministrazione potrà essere composto da 11 consiglieri.

56.2. I limiti previsti dagli articoli 45.6 e 45.7 si applicano e si iniziano a computare a partire dalla

scadenza del mandato di sindaco in corso al momento dell’adozione delle medesime previsioni (31

dicembre 2013).

colonna DESTRA
Banner piccolo bebe
Banner piccolo OOM+