Mutualità interna

La mutualità interna significa per le BCC orientare la propria attività “prevalentemente” a favore dei soci.

Le BCC:

  • sono società di persone non di capitali (“banca di persone per le persone”);
  • operano prevalentemente nei confronti dei soci (ai quali deve essere rivolta più del 50% dell'attività di rischio);
  • agiscono secondo la logica del vantaggio e non del dividendo ("solidarietà tra e non per");
  • agiscono senza fini di lucro;
  • destinano i propri utili:
    • almeno il 70% a riserva legale,
    • il 3% ai Fondi mutualistici per la cooperazione,
    • gli utili rimanenti a fini di beneficenza o mutualità.

Il vantaggio per il socio-cliente è l’indicatore più appropriato per misurare la coerenza con il dettato costituzionale, con la normativa primaria e secondaria, nonché con l'articolo 2 dello statuto delle BCC, in quanto esprime e sintetizza il valore della mutualità interna delle BCC-CR.

Cosa è il vantaggio per il socio-cliente? Il Credito Cooperativo, con la propria attività, ha prodotto valore a vantaggio dei soci, della comunità locale,della collettività,dei propri collaboratori, della promozione della cooperazione e delle stesse BCC-CR, per costruire il loro sviluppo futuro.

L’aggregato che esprime la ricchezza generata dalle BCC-CR è il valore aggiunto globale lordo. Attraverso questa grandezza contabile, il cui processo di calcolo prevede la riclassificazione dei dati di conto economico (viene calcolato come la differenza tra il valore della produzione e i costi sostenuti per la produzione stessa al netto delle componenti straordinarie) è possibile evidenziare la produzione e la successiva distribuzione di tale ricchezza tra i portatori di interesse. Nel 2007 questo valore è risultato superiore a 3.900 milioni di euro, dato non perfettamente comparabile con l’anno precedente a causa dell’introduzione dei nuovi principi contabili che sono intervenuti a modificare i contenuti di alcune voci.

La ricerca della giusta rappresentazione economica del valore creato a favore del socio cliente, ha portato ad immaginare una grandezza che misuri il valore che il socio non esborsa, o che riceve in misura maggiore, rispetto ad un cliente “ordinario”, in ragione della peculiare relazione che egli intrattiene con la BCC-CR. Il valore per il socio cliente è stato determinato, pertanto, come differenza fra il margine d’interesse effettivo riveniente dall’attività con i soci e il margine d’interesse stimato verso soci, calcolato ipotizzando che non vi sia differenziazione fra i tassi applicati ai soci e quelli applicati ai non soci. Tale indicatore, sommato al valore aggiunto globale lordo
esprime una misura del valore economico effettivamente generato dalla BCC-CR nell’esercizio dell’attività creditizia.

Il vantaggio per il socio è, però, rappresentato anche dall’offerta di servizi riservati in via esclusiva al socio, proprio a riconoscimento del suo status all’interno della BCC-CR, e che si sostanziano in vantaggi reali in termini di cura della persona, di iniziative ed opportunità legate alla cultura ed al tempo libero in linea con i valori propri della cooperazione. Sommando al valore aggiunto globale lordo il “vantaggio per il socio-cliente” (il risparmio di cui si avvale il socio che chieda un finanziamento alla banca o la maggiore remunerazione per il socio che depositi i propri risparmi nella banca), il valore aggiunto globale lordo stimato nel 2007 ammontava a circa 4.900 milioni di euro.

La ripartizione del valore aggiunto evidenzia la funzione mutualistica delle BCC-CR. A fronte di una quota minima del valore aggiunto attribuita come dividendi ai soci azionisti (0,8% del totale), una quota ben maggiore (19,1%) va ai soci clienti, ovvero i soci attivi che intrattengono rapporti di lavoro con la banca. Alla collettività nazionale va oltre il 9%; alla comunità locale il 6,2%. Oltre il 35% viene assegnato ai collaboratori ed il 28,5% alle riserve, che sono e resteranno indisponibili ed indivisibili.

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